PREISTORIA IN VALPOLICELLA

Sintesi del volume di Luciano Salzani edito nel 1981 dal Centro di Documentazione per la storia della Valpolicella.

Le ricerche archeologiche in Valpolicella iniziano negli ultimi decenni del 1800. Nel 1876 la prima “Esposizione Preistorica Veronese” dà inizio ad una campagna di scavi nella zona di Molina e Breonio. Gli scavi continuarono durante i primi decenni del ‘900 e furono intensificati durante gli anni trenta.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale Francesco Zorzi, con la collaborazione di Angelo Pasa, ha condotto una sistematica campagna di scavi in Valpolicella. Giovanni Solinas e Franco Mezzena continuarono le ricerche.
Molti siti vennero letteralmente rasi al suolo da vandali, cavatori, lottizzatori.
Le più antiche documentazioni della presenza umana in Valpolicella risalgono a 115.000 anni fa e cioè al Paleolitico Inferiore (ponte di Veja).
Più abbondanti i rinvenimenti relativi al Paleolitico Medio (fino a 40.000 anni fa).
Meno frequenti i ritrovamenti del Paleolitico Superiore (da 40.000 a 10.000 anni fa).
Dell’Età del Bronzo (3500-1000 a.C.)abbiamo modesti reperti che tuttavia coprono l’intera era.
I villaggi fortificati, detti anche Castellieri, sono da collocare in questo periodo.
L’età del Ferro, che ha inizio nel IX-VIII secolo a.C., è testimoniata da numerosissimi ritrovamenti soprattutto tra il V secolo e l’Epoca Romana. Durante questo stesso periodo i villaggi fortificati acquistano una grande importanza che perderanno completamente dopo la conquista romana fino ad essere completamente abbandonati.
Va fatto notare che le grotte non furono quasi mai abitate e che venivano abitualmente usate nell’antichità per le sepolture. Gli uomini preistorici vivevano in capanne oppure in case di pietra.
 

ELENCO DEI PRINCIPALI SITI ARCHEOLOGICI CENSITI NELLA ZONA COMPRESA TRA LA VALLE DELL’ADIGE E LA DORSALE DEL MONTE COMUN

Ceraino: lato occidentale del Monte Pastello, di fronte alla Rocca di Rivoli; 2 tombe.

Mandaiole: sopra Volargne, presso il Passo del Piccon; 1 lama di pugnale in selce.

Passo del Piccon: villaggio neolitico presso il margine degli strapiombi sulla Val d’Adige; numerosi frammenti di vasi con cordoni e tacche.

Cà Verde: stazione preistorica presso S. Ambrogio, all’interno di una vasta dolina; selci lavorate di epoca musteriana e 1 frammento di frontale umano.

Palazzina di Volargne: cava di argilla presso Palazzina; frammenti di vaso e lame di selce.

Domegliara: fondo Dal Ben
; strumenti, schegge di selce e cocci di vaso.

S. Ambrogio: scavi per la scuola media; ritrovamenti di epoca romana e precedenti.

S. Giorgio: località Cristo, Prè, Bassani, Torre; frammenti ceramici , fibule, terracotte lavorate e bronzi.

Monte Solane: presso S. Giorgio; strumenti litici del musteriano.

Monte Sacchetto: colmo della collina a sud-ovest di Castelrotto; tombe.

Cimitero di Castelrotto: ritrovamenti fatti durante i lavori per l’allargamento del cimitero; numerose tombe, tazzine, ciotole, bronzi, perle di corallo, frammenti di argento, ceramica greca.

Archi di Catelrotto: la località è situata sulla sommità di un colle; durante i lavori di sbancamento per una lottizzazione sono venuti alla luce i resti di un villaggio del V secolo a.C.

Campagnole di Negarine: cava di ghiaia; strumenti in pietra verde levigata.

Santa Sofia di Pedemonte: cava di ghiaia; frammenti di un colino e alcune olle dell’età del ferro.

Pedemonte: cava di argilla presso stazione ferroviaria; raschiatoio in selce.

Casterna: lavori di sbancamento sulla collina sovrastante Fumane; tombe, cocci preromani e 1 moneta d’argento.

Fumane: letto del progno presso la contrada Isola di Fumane; tombe di epoca neolitica, ciotole, lame e ascia in selce.

Valle di Lena: in questa stretta valle di Fumane sono stati raccolti diversi strumenti di selce.

Grotta della Ghiaccia
: Fumane; depositi musteriani.

Val del Progno: nella grotticella sospesa sulla Valle del Progno di Fumane sono stati trovati elementi ceramici.

Sacchetta di Molina: nei pressi del famoso riparo delle Scalucce esiste questa piccola cavità dove sono stati trovati strumenti musteriani, schegge di selce e ossa umane assieme a cocci.

Riparo Solinas o Grotta di Fumane: in passato ebbe altri nomi, Solinas fu lo scopritore; sono stati individuati 20 diversi livelli stratigrafici con la presenza di reperti che vanno dall’epoca di Neanderthal fino a Homo Sapiens; sono stati trovati oggetti vari di selce e osso e disegni murali policromi fra i più antichi del mondo.

Scalucce di Molina: riparo sotto roccia nel vajo; in una delle tombe trovate è stato rinvenuto uno scheletro con un corredo di un pugnale di selce e di una collana fatta con i canini di un carnivoro, boccali e vasi in ceramica, punteruoli e spatole d’osso, punte di freccia, lame di pugnale e punteruoli in selce, ossa incise.

I Covoloni: si tratta di una serie di grandi ripari all’inizio del Vajo delle Scalucce; selci e qualche coccio.

Casteion di Molina: sulla vetta della collina a nord della contrada sono state trovate tracce di ruderi romani e oggetti preistorici.

Vajo della Merla
: anche in questo vajo, vicino a Molina, sono stati raccolti cocci e altri oggetti in bronzo e in ferro.

Castel Sottosengia: l’abitato preistorico si trova sullo sperone estremo della dorsale che scende dal Monte S.Giovanni. Una muraglia dello spessore di 6 metri proteggeva il lato nord. I muri di cinta avevano un andamento a forma di ferro di cavallo; l’abitato è stato completamente distrutto dalle ruspe; scoperte case lastricate, scale e altri oggetti: ceramiche, scodelle, bicchieri, monete di epoca romana e antecedenti il II secolo a.C.

Castel di Cavalo: sono state rinvenute tracce di abitati preromani su varie colline intorno a Cavalo. Sul Monte Castello è stato rinvenuto un muro di cinta e sono stati recuperati diversi materiali archeologici dell’età del bronzo.

Breonio: nell’area dell’attuale centro abitato sono state trovate quindici piramidette con sigle alfabetiformi in arenaria e alcune fibule in bronzo.

Ravazzol: presso questa contrada di Marano fu scoperta una concentrazione di strumenti in selce.
Boschetti: la località è proprio sotto il Monte Castelon e sono state raccolte numerose selci patinate. In una grotticella posta lungo la parete sono stati trovati alcuni graffiti.

Monte Castelon: questa località fu occupata dall’uomo in epoche diverse;
sono stati ritrovati oggetti che vanno dal Neolitico all’età del ferro e del bronzo.

San Rocco: a San Rocco di Marano è stata trovato nel muro di una casa un alare in pietra arenaria del II secolo a.C.

Pizzol: alle pendici del Monte Castelon, sopra il paese di Purano, è stata rinvenuta una bellissima statuetta in osso del I secolo a.C.

Monte Per: è una collina a nord-ovest di S.Rocco che divide la valle di Fumane da quella di Marano. Si ritiene sia stata sede di un castelliere dell’età del ferro.

Castel Besin: sono state trovate alcune sepolture, fra cui una con il corredo di un pugnale in selce.

Monte Noroni: in località Vajo delle Puine sono state trovate numerose selci del Paleolitico Inferiore.

Mondrago: scoperta una tomba eneolitica con pugnale in selce.

Porcarola e Ciacalda: la Porcarola è un piccolo altopiano fra la Val Sorda e il Vajo di Roasso. Immediatamente sottostanti a questa località troviamo i covoli di Ciacalda; rinvenute ossa umane, una piccola accetta in pietra verde, cocci, selci, lame, raschiatoi, punteruoli d’osso, punte di freccia e un’ascia di bronzo.

Covolo dei Pani: si tratta di una piccola grotta nel Vajo di Roasso; scoperti due pani e un’ascia di bronzo oltre a numerose selci.

Spiazzo di Cerna: durante i lavori di sistemazione della strada che da Cerna conduce a S.Anna è stata trovata una tomba con pugnali, schegge in selce, una stele antropomorfa con testa rotonda.

Le Guaite: la località è in posizione elevata sulla dorsale a est della valle di Fumane. Un complesso di muri a secco indica un abitato preistorico; resti di capanne, frammenti di vasi, bronzi e punte di freccia.

Ca’ de Per: in alcune piccole grotte sono state trovate due sepolture con vari oggetti in selce.

Covolo della Volpe: è una piccola grotta sotto la contrada di Ca’ de Per; un osso temporale umano, un raschiatoio, denti di alce, ossa di stambecchi e di altri animali.

Zivelongo: sui dossi intorno alla contrada esisteva una officina litica con numerosissimi strumenti in selce.

Ca’ del Vecio: è una stretta valle nei pressi di S.Anna;
un’ascia ad alette, fibule e diversi strumenti in selce.

Dosso del Toil: un’ascia in pietra verde levigata e strumenti litici.

Campostrin: la stazione preistorica si trova presso la contrada a nord di S.Anna d’Alfaedo; tombe e selci.

Monte Loffa: fu scavato fin dal 1700; scoperte tombe, casette con numerosissimi accessori in uso nella vita domestica: pesi, bicchieri, frumento carbonizzato, lenticchie, fave e un famoso dodecaedro a facce pentagonali.

Castegion del Monte Loffa: fu scoperto un abitato preistorico con recinzione in lastre di pietra, una serie di terrazze lastricate collegate con una scaletta. Ci sono segni evidenti della permanenza di un gruppo di persone già durante il Paleolitico Medio e in epoche successive fino all’età del bronzo e al IV secolo a.C. ; sono stati rinvenuti reperti numerosissimi e di enorme importanza in selce e in altri tipi di pietra, in ceramica, in bronzo e in ferro. Molte monete romane e dramme padane.

Monte S.Giovanni: sede di un complesso di difesa preistorico attribuibile ai Reti. Al centro sarebbe esistita l’acropoli.

Campo Paraiso: sono stati rinvenuti molti bronzi del V secolo a.C., forse si tratta del ripostiglio di un mercante-fonditore dell’area retica. Il sito è collegato alla presenza di importanti abitati dell’età del ferro sui Monti Lessini.

Casarole: sono state scavate numerose tombe costruite con lastre di calcare portando alla luce scheletri e corredi di selce.

Covolone del Valentin: si tratta di una grotta sul lato sinistro del vajo presso la contrada Paraiso; i materiali portati alla luce sono dell’età del bronzo: vasi, anfore, lisciatoi, mazzuoli, lame di selci e corni lavorati.

Covolo della Roba: si tratta di una grande grotta sul lato destro del vajo Paradiso; numerosi oggetti in bronzo e in ferro.

Covolo dei Camerini: è una grotta vicina a contrada Casarole divisa in tre camere; numerosissime selci, ossa umane e materiali dell’età del ferro.

Monte Cornetto del Semalo: importante sito di fronte alla Val d’Adige; scoperte due capanne con pavimentazione in lastre e pareti costituite da muretti a secco; un bellissimo alare con la rappresentazione di un ariete e cocci appartenenti a diverse epoche: dall’antica età del bronzo fino all’età del ferro.

Fosse, Le Gobe, Ceredo: ritrovamenti di materiali litici in diverse zone attualmente esposti al Museo di Sant’Anna d’Alfaedo e al Museo di Verona.

Ponte di Veja: in questo sito vennero eseguite molte campagne di scavo dal 1922 ai giorni nostri. L’attuale ponte rappresenta l’architrave di ingresso di un’immensa caverna dalla quale dipartivano le gallerie interne. I ritrovamenti effettuati sono numerosissimi e la documentazione molto vasta.

Monte Tesoro: è facilmente visibile sulla destra dalla strada che sale a Corrubio di Sant’Anna d’Alfaedo. Attualmente è occupato da un forte militare austriaco. Durante il periodo medioevale esisteva un piccolo castello e in epoche molto più antiche sono stati rilevati insediamenti che risalgono al più antico periodo del bronzo;
sono stati rinvenuti numerosissimi oggetti di diverse epoche tra cui un coltello forgiato risalente all’età del bronzo.

La Sassina: si tratta di un abitato preistorico a sud del Monte Robiago; sono stati ritrovati resti umani e numerosi cocci di diverse epoche variamente lavorati, nonché selci che risalgono fino all’antica età del bronzo.

Fane: è stato scoperto un abitato con diversi materiali archeologici nei pressi del paese di Fane, materiali che risalgono a varie epoche.

Chieve di Negrar: recuperata un’accetta in pietra verde e diverse punte e frammenti in selce; l’abitato è riferibile al tardo neolitico.

Colombare
: l’abitato preistorico sulle pendici del Monte delle Faldere ha dato un contributo di importanza fondamentale alla comprensione del periodo che va dalla fine del Neolitico a tutto l’Eneolitico;
ceramiche con diversi motivi ornamentali e selci con varie lavorazioni sono conservati nel Museo Civico di Verona. Il sito è stato completamente raso al suolo dalle ruspe.

Montecchio: in diverse località sono stati effettuati ritrovamenti riferibili al Paleolitico Medio: Tramanal, Monte Comun, Monte Tondo, la Ciana, Montecchio, Volpare, Volparette, Case Vecie, Costa del Buso.

Monte Roccolo: sulla sommità di questa collina che separa il Maso da Montecchio, sono state individuate le fondamenta di un edificio probabilmente dedicato al culto di divinità preromane; non sono mai state fatte ricerche approfondite.

Santa Maria di Negrar: in un piccolo riparo sottoroccia vicino a Montecchio sono stati individuati resti di focolari, selci e ossa del periodo musteriano.

Riparo Flaminia: presso la villa Murari sono stati ritrovati degli oggetti pregiati, probabilmente corredo di una tomba, presentati alla prima Esposizione Preistorica Veronese.

Monte Sassine: su un piccolo colle dilavato presso Montericco sono state rinvenute capanne che evidenziano la presenza di un castelliere con vari ritrovamenti di cocci e di selci.

Parona: in una piccola cavità presso Parona, durante lavori di sterramento, sono stati ritrovati materiali litici riferibili al Paleolitico superiore.
 

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